Search here...
TOP
Cyber Security

Non tutti gli hacker, vengono per nuocere

Hacker e Inps

Hacker e Inps, ve lo ricordate il disastro del 1 Aprile 2020?

I titoloni a tutta pagina dei giornali erano davvero altisonanti, codici fiscali a vista, nomi cognomi indirizzi, screen ovunque e dovunque senza nemmeno oscurare i dati.
Si crearono anche divertentissimi “meme” perchè si sa, noi italiani anche in mezzo alla pandemia e al disastro più totale di un click-day, che doveva ad onore del vero aiutare Partite Iva, professionisti et all, ci abbiamo “anche” scherzato su, e la colpa? Hacker!!

Hacker inps aprile 2020

Hacker e Inps, ve lo ricordate il disastro del 1 Aprile 2020?

Bonus autonomi e partite Iva, gli investigatori: “Il 1 aprile il sito Inps colpito da attacco hacker”

“Il blackout del sito Inps nel giorno del clic day per richiedere il bonus di 600 euro per autonomi e partite Iva? Colpa di un attacco hacker”. A rilevarlo sono gli investigatori che, nel Report 2 dell’organismo permanente di monitoraggio e analisi sui rischi di infiltrazione nell’Economia da parte della criminalità organizzata di tipo mafioso, sottolineano che il server dell’Inps andò in tilt il 1 aprile 2020, in piena emergenza coronavirus, a causa di un attacco dei pirati informatici. C’è stata, dicono gli investigatori, una “campagne Ddos”, che consiste nel “provocare la paralisi di un servizio web, reso non più operativo attraverso richieste (interazioni) massive indirizzate ad uno specifico server”.

“Il sito di Inps è frutto di anni di gare al massimo ribasso e soffre dei mali tipici della pubblica amministrazione: sotto dimensionato, mal progettato”.

Ebbene, pare che dopo la marea di critiche, qualcosa si sia mosso e anche in maniera decisamente costruttiva.

Non tutti gli hacker vengono per nuocere, è proprio il caso di ribadirlo!

Ribadiamo, non tutti gli hacker vengono per nuocere

Ed ecco il colpo da maestro che Inps, ha finalmente inanellato, dopo un periodo davvero poco felice.
Cito da Repubblica online:

 Sono passati poco più di otto mesi e a capo della trasformazione digitale del più importante ente pubblico che abbiamo arriva un giovane hacker, uno dei più bravi che abbiamo: si chiama Vincenzo Di Nicola, ha 41 anni, è abruzzese ma da molti anni fa la spola con la Silicon Valley dove ha incassato successi notevoli: il più rilevante, aver venduto la tecnologia della sua startup sui pagamenti tramite smartphone a Jeff Bezos, ad Amazon.

Vincenzo Di Nicola

 

Ed ecco che un hacker (che è bene dirlo non è un cracker – non è nemmeno il  cracker o salatino – che è l’informatico corrotto che fa danni), che si mette a disposizione della pubblica amministrazione per sistemare un problema che ha creato una serie a cascata di disastri, non solo tecnologici, ma addirittura politici.

«Voglio che l’INPS sia un esempio virtuoso per tutta la Pubblica Amministrazione – ha spiegato Di Nicola dopo aver accettato l’incarico – e che ogni cittadino italiano tragga il massimo vantaggio dalle tecnologie moderne: non solo semplificando, ma anche rendendo più prospera la propria vita. Questa è l’essenza dell’Innovazione» dichiara l’hacker, in merito alla sua nuova posizione. Non è di certo uno sprovveduto; ha un sacco di  esperienza nella Silicon Valley dove ha ricoperto ruoli a Yahoo! e Microsoft.

 

Delibera Inps

 

Deve essere una grande e bella soddisfazione, ottenere una delibera INPS, in cui vieni dichiarato ufficialmente come nuovo responsabile per l’Innovazione Tecnologica e la Trasformazione Digitale. Che dire?
Complimenti, hai davanti a te un Golem dai piedi di argilla, ti auguro di riuscire laddove gruppi di società hanno fallito. Hai esperienza guadagnata sul campo come startupper, 7 anni fai ha venduto l’azienda, GoPago, da Amazon, e che poi ti sei lanciato nel mondo delle criptovalute con Conio. Speriamo nella più stretta collaborazione con il personale e che tutto ciò sia visibile a noi utenti al più presto possibile.

TAGS:,

«

»