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Cyber Security

Sharenting: Condividi o proteggi i tuoi figli?

Sharenting: Condividi o proteggi i tuoi figli

Social media, frenesia di condivisione ed ecco servita  una pratica disgustosamente invasiva: lo sharenting.
A prima vista, potrebbe sembrare un innocente atto di amore.
Tuttavia, per chi è dotato di senso critico, rappresenta una grave minaccia per la privacy dei nostri figli.

Essere genitori comporta una grande responsabilità, non solo nel garantire il benessere fisico ed emotivo dei propri figli, ma anche nel proteggere la loro privacy digitale.
Questo significa riflettere attentamente prima di postare e considerare le possibili conseguenze a lungo termine della condivisione di certe informazioni

1. La folle corsa alla condivisione

La folle corsa alla condivisione

La folle corsa alla condivisione

Genitori, nonni, zii, parenti vari, svegliatevi! Inondare il web di foto dei vostri innocenti pargoli è un comportamento da condannare.
Ogni giorno, migliaia di bambini diventano inconsapevolmente soggetti di una narrazione pubblica a cui non hanno dato il consenso.

  •  L’ossessione del ‘mi piace’

La ricerca dell’approvazione sociale ha raggiunto livelli allarmanti. I genitori, accecati dal desiderio di raccogliere ‘like’, espongono i momenti più intimi e privati dei loro figli ai quattro venti. Una inutile narcisistica necessità sta compromettendo la futura identità digitale dei bambini, degli adolescenti tutti.

  • La vendita della privacy

Siti web e applicazioni come Facebook, Instagram e TikTok beneficiano della nostra mania di condivisione. “Vendere la privacy dei propri figli” in cambio di qualche attimo di celebrità è diventato la norma. L’industria digitale sta lucrando sullo sharenting, e i bambini ne pagano il prezzo.

2. Le conseguenze devastanti dello sharenting

Le conseguenze devastanti dello sharenting

Le conseguenze devastanti dello sharenting

Non si tratta solo di una semplice condivisione. Ci sono rischi tangibili e pericolosi che attendono dietro l’angolo.

Questo fenomeno può comportare rischi per la privacy e la sicurezza dei bambini e degli adolescenti. Secondo un articolo di Nostrofiglio.it, i rischi principali dello sharenting sono i seguenti:

Frodi di identità: Uno studio di Barclays ha previsto che la “condivisione” rappresenterà due terzi delle frodi di identità online entro il 2030, con un costo fino a 667 milioni di sterline all’anno. Le foto e i dettagli che i genitori condividono sui loro figli – compreso il loro compleanno, la scuola che frequentano e gli hobby – potrebbero lasciare i bambini più suscettibili di identificare le frodi in futuro.
Pedopornografia: Le immagini condivise in rete dai genitori possono finire in siti pedopornografici o essere utilizzate in messaggi sessuali inviati attraverso la rete.
Tensioni familiari: La diffusione non condivisa di immagini rischia di creare tensioni anche importanti nel rapporto tra genitori e figli.

Per prevenire questi rischi, è importante conoscere le politiche sulla privacy degli ambienti digitali in cui si condividono immagini e contenuti, verificare (e aggiornare) le impostazioni sulla privacy, tutelare il più possibile l’immagine online dei propri figli/e, distinguendo tra immagini private e immagini pubbliche

  • L’esposizione al cyberbullismo

By over sharing, esponiamo i nostri figli al brutale mondo del cyberbullismo. I bambini non hanno alcun controllo su come vengono percepiti online e diventano facile preda di malintenzionati. Questa esposizione li rende vulnerabili a commenti offensivi, insulti e perfino minacce, può danneggiare gravemente l’autostima e l’immagine di sé dei giovani, portandoli a sviluppare ansia, depressione, e, in casi estremi, il pensiero suicida.
Inoltre, lo “sharenting” può minare la privacy dei giovani, costringendoli a vivere sotto il costante scrutinio del mondo online fin dalla nascita. Questo ha conseguenze negative sulla loro capacità di sviluppare relazioni interpersonali sane e di costruire un senso di identità individuale.

  • La costruzione di un’identità non desiderata

Immaginate di crescere e scoprire che la vostra intera infanzia è stata documentata e ridicolizzata online. Gli effetti psicologici a lungo termine di questa **invadenza forzata** sono ancora in gran parte inesplorati ma potenzialmente devastanti.

  • La minaccia della sicurezza fisica

Non tutti coloro che vedono le foto dei vostri figli hanno buone intenzioni. Condividendo dettagli sulla vita dei vostri figli, rischiate di esporli a potenziali pericoli, come il rapimento o la molestia.
Essendo specializzata in social engineering, posso garantirvi, che con una geolocalizzazione su di una foto online, un pezzo di targa visibile ecc…, non solo si può trovare il luogo della scuola o dell’abitazione, ma scansionare addirittura una rete Wi-Fi casalinga, non debitamente protetta. Con il problema serissimo, di  causare disagi non propriamente etici, se chi potrebbe fare ciò,  è un malintenzionato!
I pericoli sono dietro l’angolo, facciamocene una ragione.

Paure adolescenziali

Paure adolescenziali

Paure adolescenziali

È inutile nasconderlo: quello che succede online ha un certo impatto nella vita di tutti i giorni e nei rapporti con gli altri. Lo sharenting crea un archivio digitale pubblico e le immagini contenute non sempre rappresentano il modo in cui un bambino si possa identificare una volta divenuto adolescente. Quindi, pur comprendendo le ragioni del comportamento dei propri genitori, gli adolescenti si dimostrano preoccupati per questo modo di fare che di razionale ha ben poco.

Lo dimostra una recente ricerca condotta dall’Università di Antwerp in Belgio attraverso alcuni gruppi di adolescenti tra i 12 ed i 14 anni. C’è molta paura e ansia nello scoprire che cos’hanno condiviso i propri genitori sui social media. Gli adolescenti vorrebbero controllare i genitori ogni volta che postano foto o commenti che li riguardano, perché a differenza dei loro padri e madri hanno compreso che lo sharenting è qualcosa di pericoloso per la loro web reputation.

Nei ragazzi cresce la paura di essere giudicati negativamente dai coetanei, di essere vittime di episodi di cyberbullismo e persino di avere problemi nel futuro quando si troveranno a fare dei colloqui di lavoro. A tal proposito, la Commissione Europea sta studiando una normativa che permetta ai bambini, diventati adulti, il diritto di chiedere la rimozione di contenuti immessi nel web prima dei 18 anni. In Francia, invece, i genitori possono essere denunciati dai figli, una volta diventati adulti, per aver pubblicato immagini e filmati in rete senza il loro permesso. La legislazione francese in tema di privacy è piuttosto restrittiva e prevede un obbligo di responsabilità per entrambi i genitori oltre a pene molto severe: si parla di 35.000 euro di multa e di una detenzione in carcere fino a un anno.

Fonte

 

3. Proteggere l’immagine online dei tuoi figli

Proteggere l’immagine online dei tuoi figli

Ecco alcuni suggerimenti:

  1. Verifica le impostazioni di privacy: Controlla le impostazioni di privacy sui social media in cui condividi foto e contenuti. Assicurati di conoscere le politiche sulla privacy degli ambienti digitali in cui ti trovi e verifica (e aggiorna) le impostazioni sulla privacy per tutelare l’immagine online dei tuoi figli.
  2. Distingui tra immagini private e pubbliche: Cerca di distinguere tra immagini private e immagini pubbliche. Le immagini private dovrebbero essere condivise solo con persone fidate, come amici e parenti stretti.
  3. Limita la condivisione: Evita di condividere foto e contenuti che potrebbero mettere a rischio la privacy e la sicurezza dei tuoi figli. Ricorda che una volta che un’immagine è stata condivisa online, può essere difficile rimuoverla completamente.
  4. Educa i tuoi figli: Parla con i tuoi figli dell’importanza della privacy online e insegnagli a proteggere la propria immagine digitale. Spiega loro i rischi associati alla condivisione di foto e contenuti personali.
  5. Controlla la tua cerchia di amici: Verifica regolarmente la tua lista di amici sui social media e rimuovi le persone che non sono amicizie strette o che potrebbero mettere a rischio la privacy dei tuoi figli.
  6. Mantieni aggiornato il software: Assicurati di mantenere aggiornato il software dei dispositivi utilizzati dai tuoi figli per navigare online. Gli aggiornamenti del software spesso includono patch di sicurezza che possono proteggere da minacce informatiche.
  7. Sii consapevole delle politiche dei social media: Familiarizza con le politiche dei social media in cui ti trovi. Conosci i termini di servizio, le politiche sulla privacy e le opzioni di controllo genitoriale offerte dai diversi social media.

Ricorda che la protezione dell’immagine online dei tuoi figli richiede una combinazione di attenzione, educazione e utilizzo consapevole delle impostazioni sulla privacy.

4. Trovare un equilibrio

Trovare un equilibrio

Trovare un equilibrio

I genitori spesso condividono immagini e storie dei loro figli con l’intenzione di mostrare affetto e orgoglio per i risultati ottenuti dai loro figli.
In cambio, ricevono sostegno e incoraggiamento da familiari e amici nella loro rete parentale, che aiutano a mitigare eventuali condizioni di stress, favoriscono un senso di sicurezza, e li  aiutano a sviluppare e mantenere i legami sociali. La condivisione è anche associata a vari risultati positivi, tra cui la normalizzazione della genitorialità maschile attraverso la condivisione di esperienze personali di genitorialità o l’aiuto ad altri genitori a migliorare la propria esperienza genitoriale.
Tuttavia, la pratica della condivisione è controversa a causa dei significativi rischi potenziali associati alla condivisione online di foto di bambini e altre informazioni sensibili.
Uno studio recente ha rilevato che in media l’81% dei bambini che vivono nei paesi occidentali hanno una sorta di presenza online prima dei 2 anni, il 92% negli Stati Uniti e il 73% in Europa.
Il fenomeno della nascita digitale si verifica nei bambini intorno ai 6 mesi di età e dati recenti mostrano che entro poche settimane dalla nascita, il 33% dei bambini vede le proprie foto e informazioni pubblicate online.
In Australia e Nuova Zelanda, il 41% dei neonati è presente online fin dalla nascita; negli Stati Uniti la percentuale è del 37%.Oltre il 30% delle mamme posta regolarmente le foto dei propri neonati e, grazie allo sharing, sono sempre più numerosi i bambini che nascono digitalmente ancor prima della nascita naturale.
Il fenomeno di pubblicare foto di ecografie, raccontare esperienze personali durante la gravidanza e persino attivare indirizzi e-mail e profili sui social network è in aumento, e si dice che un quarto dei bambini abbia qualche tipo di presenza online prima della nascita. Negli Stati Uniti, il 34% dei genitori pubblica regolarmente ecografie online, il 13% in Francia e il 14% e il 15% rispettivamente in Italia e Germania.

Fonte

Creare consapevolezza

Prima di condividere qualsiasi informazione sui propri figli, è fondamentale essere informati sui possibili rischi e benefici. Questo potrebbe anche significare parlare con altri genitori e con esperti di sicurezza online per ottenere una prospettiva equilibrata.

Ascoltare i propri figli

Con l’aumento dell’età, i bambini diventano sempre più consapevoli della loro presenza online. È essenziale rispettare le loro opinioni e, se esprimono preoccupazioni o riluttanze, prendere sul serio le loro preoccupazioni.

Lo sharenting è un argomento complesso che richiede una riflessione profonda e una comprensione equilibrata. Trovare un giusto equilibrio tra la condivisione e la protezione potrebbe non essere semplice, ma con informazione e consapevolezza, i genitori possono prendere decisioni informate che salvaguardano il benessere dei propri figli.

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